Pearson Italia presenta il report di Gaia Passi, che nella sua tesi di laurea ha indagato in profondità come e che cosa è cambiato, sta cambiando e cambierà nella scuola italiana con l’introduzione sempre più pervasiva delle nuove tecnologie in classe.
Con la manovra finanziaria dell’estate 2008 il Governo ha approvato nuove misure per il contenimento dei costi dei libri di testo che, di fatto, hanno avuto il merito di accelerare il processo di introduzione delle nuove tecnologie nel mondo della scuola e della scolastica. La legge 6 agosto 2008, n. 133 stabilisce infatti, all’articolo 15, il passaggio entro l’anno scolastico 2011-2012 dai classici volumi cartacei a libri di testo «nelle versioni a stampa, on-line scaricabile da Internet, e mista». Una riforma di tale portata è destinata ad avere conseguenze importanti nel mondo della scuola e in molti altri ambiti della nostra società. La ricerca si propone, in primo luogo, di evidenziare l’importanza del ruolo degli insegnanti e dei dirigenti nell’affermazione della scuola digitale in Italia. Dopo aver analizzato le novità nell’offerta delle principali case editrici di scolastica, il report si conclude con alcune ipotesi sulle conseguenze che la rivoluzione digitale porterà nello studio e nell’insegnamento.
È possibile consultare il report di Gaia Passi attraverso i seguenti link:
Tema 1. L’evoluzione del sistema d’offerta: nuovi prodotti per la scuola Tema 2. Il ruolo chiave degli insegnanti nell’innovazione e l’opinione degli users sul tema “libri vs. tecnologia” Tema 3. Conclusioni e scenari aperti
“Investing in Human and Social Capital: New Challenges” è il titolo scelto dall’OCSE per l’incontro di Parigi del 4 e 5 novembre 2010 tra i ministri dell’Educazione dei 33 paesi attualmente membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e i rappresentanti di altri Stati candidati a farne parte. Gli esiti del convegno sono stati riassunti in un breve documento predisposto dalla presidenza a tre di Austria, Messico e Nuova Zelanda, e condiviso con tutte le rappresentanze nazionali. Quattro i temi discussi per altrettante priorità individuate: fronteggiare gli effetti della crisi sui sistemi educativi; adeguare le competenze lavorative ai nuovi bisogni; formare insegnanti preparati per il XXI secolo; rafforzare le positive ricadute sociali dello sviluppo dei sistemi educativi.
È possibile consultare i documenti originali dell’OCSE attraverso i seguenti link:
OCSE, Investing in Human and Social Capital: New Challenges: documento di sintesi (in inglese) Tema 1: Fronteggiare gli effetti della crisi sui sistemi educativi (in inglese) Tema 2: Adeguare le competenze lavorative ai nuovi bisogni (in inglese) Tema 3: Formare insegnanti preparati per il XXI secolo (in inglese) Tema 4: Rafforzare le positive ricadute sociali dello sviluppo dei sistemi educativi (in inglese)
Acer ed European Schoolnet hanno sviluppato l’“Educational Netbook Pilot”, un progetto di ricerca sull’uso del netbook in classe che coinvolge sei paesi (tra cui l’Italia) e mira a sperimentare gli effetti dell’introduzione dei netbook nel sistema scolastico. Alla fase iniziale di fornitura dei netbook in ogni paese partecipante (un netbook per ciascun alunno e insegnante in dieci classi della scuola secondaria, selezionate in collaborazione con il MIUR), è seguita una fase di indagine sui docenti partecipanti, coinvolti tramite questionario on-line. Interessanti i risultati, anche in lettura comparata con gli altri paesi. I nostri insegnanti sembrano dare una lettura dell’iniziativa molto positiva. Da prendere in considerazione anche alcuni loro giudizi sull’efficacia dell’utilizzo prevalente in classe rispetto a quello per preparare le lezioni.
È possibile consultare i documenti originali della ricerca attraverso i seguenti link:
Report Acer - European Schoolnet Educational Netbook Pilot (in inglese) Brochure del progetto (in italiano) Guida dell’insegnante (in italiano)
Gli insegnanti che utilizzano abitualmente i nuovi media in classe notano nei propri studenti dei progressi maggiori rispetto a quelli percepiti dai colleghi che non ne fanno uso. È uno dei risultati emersi dallo studio Educators, Technology and 21st Century Skills: Dispelling Five Myths, realizzato da alcuni ricercatori della Walden University del Minnesota. Basata su un’indagine svolta su un campione di oltre mille docenti di scuola primaria e secondaria di primo grado statunitensi, la ricerca è stata presentata nel mese di giugno 2010 a Denver, alla conferenza su scuola e nuove tecnologie.
È possibile consultare il report originale attraverso il seguente link: